Casa del Mercante

Casa del Mercante

Piazza Andrea Mantegna 8-9. (Apri la mappa)

Descrizione

La Casa del Mercante è la casa-bottega di un ricco commerciante di tessuti, all'angolo tra piazza delle Erbe e piazza Mantegna, nel centro di Mantova. È uno degli edifici civili più curiosi della città: un portico di marmo rosso, una facciata in cotto e, sulle colonne, scolpiti, i simboli del mestiere di chi la fece costruire.

Il padrone di casa era Giovanni Boniforte da Concorezzo, di famiglia milanese, che si stabilì a Mantova col benestare del marchese Ludovico Gonzaga. Lo scrivono lui stesso sulle architravi, in volgare e in latino: la casa fu fatta costruire nel 1455.

Il portico è sostenuto da colonne di marmo rosso di Verona. Sotto le arcate c'era la bottega, con le stoffe, le lane e le tele più raffinate importate da Venezia; al piano di sopra c'era la casa di famiglia. Dietro si alza la medievale Torre del Salaro.

La facciata è in cotto, un tempo ornata di piccole foglie dorate. Due fregi a colonnine separano i piani, e sotto le finestre corrono altri fregi. Un terzo doveva esistere in alto, all'altezza del solaio: se ne vede ancora la traccia sul muro, ma non si sa se sia caduto, non sia mai stato finito o sia stato venduto.

Le finestre sono la parte più strana e più bella. Non ce ne sono di simili in tutta Mantova: quelle del primo piano hanno una pesante bordatura a motivi di foglia, quelle del secondo un bordo incorniciato da riccioli. L'architrave del portico, invece, è decorato a fiori e a frutti.

Gli storici ci leggono tre influenze. Lombarde sono le colonnine sospese, di sapore orientale le larghe bordature delle finestre, venete l'impostazione del portico con l'architrave e la decorazione in cotto e marmo. Sono gli stessi motivi, dentellature e fregi a zig-zag, che si vedono nel vicino campanile di Sant'Andrea.

Nessuno sa chi l'abbia progettata, ma l'insieme è così unitario che dev'essere opera di un solo artista, o di maestranze che lavoravano con la stessa sensibilità.

Il padre di Boniforte, Bertone, aveva fatto lo speziale e poi il cambiavalute, prima di capire che il vero affare era la lana. Fu lui a consigliare al figlio di aprire una bottega di tessuti, e il successo fu rapido.

Boniforte diventò uno dei personaggi più conosciuti della città. Fu anche fornitore della corte dei Gonzaga e sposò una Gonzaga, Bartolomea.

Sull'architrave, tra la seconda e la terza colonna, sono scolpiti piccoli pacchi legati con le funi, un'allusione al mestiere del mercante. Girato l'angolo, sul quarto capitello, c'è la veduta di un porticciolo: Boniforte ne aveva davvero uno, a Porto Mantovano, per le merci in arrivo da Venezia.

Quella Venezia da cui veniva la sua ricchezza è anche il modello di tutta la casa, un omaggio all'arte veneta. E una facciata così riconoscibile era anche la migliore pubblicità: i mantovani la vedevano e si fidavano.

Da non perdere
• Le finestre.
• I pacchi scolpiti sull'architrave.
• Il porticciolo sul quarto capitello.
• Le colonne di marmo rosso.

Lo sapevi?
• Il padre del mercante fece lo speziale e il cambiavalute prima di scoprire che il guadagno stava nella lana.
• Il porticciolo scolpito sul capitello esisteva davvero, a Porto Mantovano.
Tour e biglietti da EUR 22 Vedi i tour