Descrizione
Il Castello di San Giorgio è la fortezza dei Gonzaga dove il Lago di Mezzo incontra il Lago Inferiore, a Mantova: un massiccio quadrato con quattro torri agli angoli, circondato da un fossato. Fa parte della reggia di Palazzo Ducale e custodisce uno dei capolavori del Rinascimento, la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna.
La Camera degli Sposi, o Camera Picta, è una stanza cubica nel torrione nord-est, dipinta da Mantegna fra il 1465 e il 1474. Sulle pareti, finti pilastri aprono la stanza su paesaggi e tende mosse dal vento, come se fosse una loggia all'aperto.
Due scene ritraggono la famiglia Gonzaga. Nella Corte, il marchese Ludovico siede con una lettera in mano accanto alla moglie Barbara di Brandeburgo, tra figli e cortigiani; sotto il trono è accucciato il suo cane preferito, Rubino, e c'è anche la nana di corte, che guarda dritto verso chi osserva.
Al centro della volta si apre l'oculo, il brano più stupefacente: un finto tondo aperto sul cielo azzurro, dal cui parapetto si affacciano una dama di corte con la sua serva, alcune domestiche, un pavone e una dozzina di putti in bilico, alcuni con la testa infilata negli anelli della balaustra.
Il resto del castello si visita con il percorso di Palazzo Ducale. Vi si arriva per lo Scalone di Enea, disegnato da Giovan Battista Bertani nel 1549, che sbuca nel cortile con il loggiato costruito da Luca Fancelli su disegno di Mantegna.
Il castello fu costruito fra il 1395 e il 1406 da Bartolino da Novara per Francesco I Gonzaga, a difesa della città, con tre porte e i relativi ponti levatoi. Dal 1459 Fancelli lo trasformò in residenza, e la funzione militare fu abbandonata per sempre.
Qui visse a lungo Isabella d'Este, moglie di Francesco II Gonzaga, che chiamò a corte artisti e letterati come Mantegna, il Perugino, Leonardo, Ariosto e Castiglione. Nel castello c'erano la sua camera nuziale, la Sala delle Sigle, e la piccola Saletta della Grotta.
Il castello ebbe anche una storia cupa, come carcere. Nel 1810 vi fu rinchiuso il patriota tirolese Andreas Hofer prima dell'esecuzione, e con gli austriaci divenne una prigione di massima sicurezza per gli oppositori, compresi i Martiri di Belfiore.
Ma non tutti restarono dentro: nella notte fra il 29 e il 30 marzo 1856 il patriota Felice Orsini riuscì a evadere in modo rocambolesco.
Da non perdere
• Camera degli Sposi.
• L'oculo sulla volta.
• Scalone di Enea.
• Il fossato e le torri.
Lo sapevi?
• In una nuvola vicino all'oculo si nasconde un profilo umano, forse un autoritratto di Mantegna, e un altro suo volto si nasconde come mascherone tra i finti rilievi di una parete.
• Il castello sorge sulle macerie di una chiesa, Santa Maria di Capo di Bove.
La Camera degli Sposi, o Camera Picta, è una stanza cubica nel torrione nord-est, dipinta da Mantegna fra il 1465 e il 1474. Sulle pareti, finti pilastri aprono la stanza su paesaggi e tende mosse dal vento, come se fosse una loggia all'aperto.
Due scene ritraggono la famiglia Gonzaga. Nella Corte, il marchese Ludovico siede con una lettera in mano accanto alla moglie Barbara di Brandeburgo, tra figli e cortigiani; sotto il trono è accucciato il suo cane preferito, Rubino, e c'è anche la nana di corte, che guarda dritto verso chi osserva.
Al centro della volta si apre l'oculo, il brano più stupefacente: un finto tondo aperto sul cielo azzurro, dal cui parapetto si affacciano una dama di corte con la sua serva, alcune domestiche, un pavone e una dozzina di putti in bilico, alcuni con la testa infilata negli anelli della balaustra.
Il resto del castello si visita con il percorso di Palazzo Ducale. Vi si arriva per lo Scalone di Enea, disegnato da Giovan Battista Bertani nel 1549, che sbuca nel cortile con il loggiato costruito da Luca Fancelli su disegno di Mantegna.
Il castello fu costruito fra il 1395 e il 1406 da Bartolino da Novara per Francesco I Gonzaga, a difesa della città, con tre porte e i relativi ponti levatoi. Dal 1459 Fancelli lo trasformò in residenza, e la funzione militare fu abbandonata per sempre.
Qui visse a lungo Isabella d'Este, moglie di Francesco II Gonzaga, che chiamò a corte artisti e letterati come Mantegna, il Perugino, Leonardo, Ariosto e Castiglione. Nel castello c'erano la sua camera nuziale, la Sala delle Sigle, e la piccola Saletta della Grotta.
Il castello ebbe anche una storia cupa, come carcere. Nel 1810 vi fu rinchiuso il patriota tirolese Andreas Hofer prima dell'esecuzione, e con gli austriaci divenne una prigione di massima sicurezza per gli oppositori, compresi i Martiri di Belfiore.
Ma non tutti restarono dentro: nella notte fra il 29 e il 30 marzo 1856 il patriota Felice Orsini riuscì a evadere in modo rocambolesco.
Da non perdere
• Camera degli Sposi.
• L'oculo sulla volta.
• Scalone di Enea.
• Il fossato e le torri.
Lo sapevi?
• In una nuvola vicino all'oculo si nasconde un profilo umano, forse un autoritratto di Mantegna, e un altro suo volto si nasconde come mascherone tra i finti rilievi di una parete.
• Il castello sorge sulle macerie di una chiesa, Santa Maria di Capo di Bove.