Descrizione
La Rotonda di San Lorenzo è una delle chiese più antiche di Mantova: un piccolo edificio romanico a pianta circolare, dell'XI secolo, che sta un metro e mezzo sotto il livello di piazza delle Erbe, in pieno centro.
Fuori, dieci semicolonne scandiscono il muro curvo. Dentro, altre dieci colonne dividono lo spazio centrale da un deambulatorio con volte a crociera: due, verso l'abside, sono di marmo, le altre di cotto, e una è addirittura di epoca romana.
Sopra corre una galleria che si affaccia sulla navata da dieci aperture. Lassù restano frammenti di affreschi dell'XI e XII secolo, fra cui una figura con l'aureola e cinque angeli: un raro esempio di pittura romanica lombarda di gusto bizantino.
Nell'abside c'è un San Lorenzo dipinto nel Trecento, attribuito a un pittore veronese. La cupola, invece, è un'aggiunta del Novecento, ispirata alla rotonda di San Tomè ad Almenno San Bartolomeo.
La tradizione vuole che l'abbia fatta costruire Matilde di Canossa nel 1082, a imitazione della rotonda del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Così si legava idealmente al Sangue di Cristo venerato nella vicina basilica di Sant'Andrea.
Una data, 1083, è scritta su un intonaco del Quattrocento, ma l'intervento di Matilde non è certo. Il livello più basso della piazza e alcuni elementi in pietra fanno pensare che sia nata riusando un edificio romano del IV secolo, forse un tempio o una tomba.
A Mantova i Canossa avevano il loro palazzo, fra le attuali piazza Broletto e piazza delle Erbe. Si racconta che il padre di Matilde, Bonifacio, tenesse un leone legato davanti all'ingresso, come segno di potenza. Per alcuni la rotonda era la cappella di quel palazzo.
Nel 1579 il duca Guglielmo Gonzaga la fece chiudere al culto. Divenne un magazzino e poi, senza tetto, un cortile privato al margine del ghetto ebraico, nascosta fra le case: nelle vecchie foto della piazza non si vede.
Nel 1908 l'edificio fu espropriato e se ne autorizzò la demolizione, ma durante i lavori la rotonda riemerse quasi intera, liberata dalle costruzioni che la coprivano. Restaurata e coperta con la nuova cupola, tornò chiesa nel 1926; la scalinata che scende dalla piazza fu inaugurata nel 1940.
Da non perdere
• Il deambulatorio con le dieci colonne.
• Gli affreschi romanici della galleria.
• Il San Lorenzo dell'abside.
Lo sapevi?
• Il numero dieci torna ovunque: dieci semicolonne fuori, dieci colonne dentro, dieci aperture nella galleria.
• Anche Leon Battista Alberti e Giulio Romano progettarono di trasformarla, ma i loro progetti restarono sulla carta.
Fuori, dieci semicolonne scandiscono il muro curvo. Dentro, altre dieci colonne dividono lo spazio centrale da un deambulatorio con volte a crociera: due, verso l'abside, sono di marmo, le altre di cotto, e una è addirittura di epoca romana.
Sopra corre una galleria che si affaccia sulla navata da dieci aperture. Lassù restano frammenti di affreschi dell'XI e XII secolo, fra cui una figura con l'aureola e cinque angeli: un raro esempio di pittura romanica lombarda di gusto bizantino.
Nell'abside c'è un San Lorenzo dipinto nel Trecento, attribuito a un pittore veronese. La cupola, invece, è un'aggiunta del Novecento, ispirata alla rotonda di San Tomè ad Almenno San Bartolomeo.
La tradizione vuole che l'abbia fatta costruire Matilde di Canossa nel 1082, a imitazione della rotonda del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Così si legava idealmente al Sangue di Cristo venerato nella vicina basilica di Sant'Andrea.
Una data, 1083, è scritta su un intonaco del Quattrocento, ma l'intervento di Matilde non è certo. Il livello più basso della piazza e alcuni elementi in pietra fanno pensare che sia nata riusando un edificio romano del IV secolo, forse un tempio o una tomba.
A Mantova i Canossa avevano il loro palazzo, fra le attuali piazza Broletto e piazza delle Erbe. Si racconta che il padre di Matilde, Bonifacio, tenesse un leone legato davanti all'ingresso, come segno di potenza. Per alcuni la rotonda era la cappella di quel palazzo.
Nel 1579 il duca Guglielmo Gonzaga la fece chiudere al culto. Divenne un magazzino e poi, senza tetto, un cortile privato al margine del ghetto ebraico, nascosta fra le case: nelle vecchie foto della piazza non si vede.
Nel 1908 l'edificio fu espropriato e se ne autorizzò la demolizione, ma durante i lavori la rotonda riemerse quasi intera, liberata dalle costruzioni che la coprivano. Restaurata e coperta con la nuova cupola, tornò chiesa nel 1926; la scalinata che scende dalla piazza fu inaugurata nel 1940.
Da non perdere
• Il deambulatorio con le dieci colonne.
• Gli affreschi romanici della galleria.
• Il San Lorenzo dell'abside.
Lo sapevi?
• Il numero dieci torna ovunque: dieci semicolonne fuori, dieci colonne dentro, dieci aperture nella galleria.
• Anche Leon Battista Alberti e Giulio Romano progettarono di trasformarla, ma i loro progetti restarono sulla carta.