Lago Superiore

Lago Superiore

Via Giovanni Pascoli 21. (Apri la mappa)

Descrizione

Il Lago Superiore è il più grande dei tre laghi che circondano Mantova, formati dal fiume Mincio: un'ampia distesa d'acqua a ridosso della città che d'estate si copre di fiori di loto bianchi e rosa.

I fiori di loto sono lo spettacolo più noto. Crescono in grandi aiuole galleggianti, con foglie verdi larghe anche un metro da cui spuntano i fiori. Li portò qui nel 1921 una giovane laureata in Scienze naturali all'università di Parma, Maria Pellegreffi, che ne trapiantò i rizomi.

Il lago fa parte della riserva naturale delle Valli del Mincio, una vasta zona paludosa protetta dal 1984 e riconosciuta di importanza internazionale per gli uccelli acquatici. Nel Parco del Mincio si vedono aironi, garzette, cicogne bianche, martin pescatori e svassi.

Il Lago Superiore sta circa tre metri più in alto degli altri due, il Lago di Mezzo e il Lago Inferiore. A separarli è il Ponte dei Mulini, la diga che lo ha creato.

Non è un lago naturale, anche se lo sembra. Nell'età del Bronzo, verso il 1800 a.C., lungo il Mincio c'era già un lago, ma quelli di oggi sono un'opera di ingegneria di oltre otto secoli fa, voluta dal Comune per difendere la città dalle piene e dai nemici.

L'ingegnere bergamasco Alberto Pitentino la portò a termine fra il 1188 e il 1199. La diga trattenne le acque del Mincio e trasformò in lago una zona di acquitrini insalubri.

Il salto d'acqua fra i laghi faceva girare dodici mulini, ognuno dedicato a un apostolo, che diedero il nome al ponte. Distrutto da un bombardamento nel 1944, fu ricostruito come terrapieno; le dodici statue degli apostoli che decoravano i mulini si sono salvate.

Quel dislivello si usa ancora: dal 2015 una centrale idroelettrica sfrutta i tre metri di salto e produce energia per circa 800 famiglie. Un tempo i laghi erano quattro, ma il quarto, il Paiolo, fu prosciugato a metà Settecento e Mantova da isola divenne penisola.
Tour e biglietti da EUR 22 Vedi i tour