Descrizione
Il Palazzo Ducale di Mantova, la reggia dei Gonzaga, è una città-palazzo di più di 35.000 metri quadrati, con corti, giardini e centinaia di stanze, nel centro di Mantova, tra piazza Sordello e il lago Inferiore. Dentro c'è un capolavoro del Rinascimento, la Camera degli Sposi di Andrea Mantegna.
La Camera degli Sposi, chiamata anche Camera Picta, è nel Castello di San Giorgio. Mantegna la affrescò tra il 1465 e il 1474: sulle pareti la famiglia del marchese Ludovico III, con corte e ritratti molto curati, e sulla volta il celebre oculo.
L'oculo è un tondo aperto illusionisticamente sul cielo. Da una balaustra si affacciano una dama con la sua serva, un gruppo di domestiche, una dozzina di putti e un pavone. Le ragazze, con aria complice, sembrano sul punto di far cadere nella stanza un vaso di agrumi.
Sotto il trono del marchese sta accucciato Rubino, il suo cane preferito, simbolo di fedeltà. Nella nuvola vicino al vaso si nasconde un profilo umano, probabile autoritratto del pittore. Il nome «Camera degli Sposi» è del 1648, ma non era una camera nuziale: Ludovico la usava per ricevere e custodire i documenti.
Le sale del Pisanello, in Corte Vecchia, conservano frammenti di un ciclo di affreschi cavallereschi sulle storie di re Artù, dipinto da Pisanello nel 1433 e nel 1437. Furono coperti per secoli, perfino da un fregio con i ritratti dei Gonzaga, e riscoperti tra il 1965 e il 1970.
Il Salone dell'Armeria, enorme (67 per 15 metri), ospitò nel 1459 la Dieta di Mantova. L'Appartamento degli Arazzi ha nove arazzi fiamminghi tessuti sui cartoni di Raffaello, gli stessi dei noti arazzi della Sistina. Nella Sala dello Zodiaco il soffitto affrescato da Lorenzo Costa il Giovane, con il carro di Diana, allude all'oroscopo del duca.
La Sala del Labirinto ha sul soffitto un labirinto scolpito con il motto «Forse che sì forse che no». La Galleria della Mostra è un salone lungo 64 metri con un imponente soffitto ligneo, e la Sala di Manto racconta con gli affreschi la nascita leggendaria della città.
Anche i cortili e i giardini valgono il giro: il Giardino pensile a 12 metri d'altezza, il Giardino dei Semplici con le piante medicinali e il Cortile della Cavallerizza, di Bertani, con basamento in bugnato e semicolonne tortili.
La storia è fatta di aggiunte. Dal 1308 fu residenza dei Bonacolsi e poi dei Gonzaga. Ogni duca volle un'ala per sé e per la sua arte, e dal 1556 il duca Guglielmo incaricò Giovan Battista Bertani di collegare i diversi edifici in un solo grande complesso.
Gli arredi, invece, si sono persi. Per le difficoltà finanziarie i Gonzaga vendettero opere d'arte, soprattutto a Carlo I d'Inghilterra, e il sacco del 1630 completò l'opera. Sotto l'Austria il palazzo ebbe usi militari, e dal 1887 si può visitare.
Il cosiddetto Appartamento dei Nani, creduto per secoli la casa dei nani di corte, è in realtà una Scala Santa in scala ridotta, voluta dal duca Ferdinando. Nel 1979 lo studioso Renato Berzaghi smascherò l'equivoco.
Da non perdere
• La Camera degli Sposi.
• Le sale del Pisanello.
• L'Appartamento degli Arazzi.
• La Sala del Labirinto.
• La Galleria della Mostra.
Lo sapevi?
• Il corpo imbalsamato di Passerino Bonacolsi, ucciso nel 1328, fu esposto a cavallo di un ippopotamo tassidermizzato: intorno al 1700 la mummia fu gettata nel lago.
• Mantegna dipinse la Camera in quasi dieci anni, con giornate di lavoro molto piccole.
• Nel Seicento Rubens dipinse per i Gonzaga la grande Trinità adorata dalla famiglia ducale: ne resta la tela centrale.
La Camera degli Sposi, chiamata anche Camera Picta, è nel Castello di San Giorgio. Mantegna la affrescò tra il 1465 e il 1474: sulle pareti la famiglia del marchese Ludovico III, con corte e ritratti molto curati, e sulla volta il celebre oculo.
L'oculo è un tondo aperto illusionisticamente sul cielo. Da una balaustra si affacciano una dama con la sua serva, un gruppo di domestiche, una dozzina di putti e un pavone. Le ragazze, con aria complice, sembrano sul punto di far cadere nella stanza un vaso di agrumi.
Sotto il trono del marchese sta accucciato Rubino, il suo cane preferito, simbolo di fedeltà. Nella nuvola vicino al vaso si nasconde un profilo umano, probabile autoritratto del pittore. Il nome «Camera degli Sposi» è del 1648, ma non era una camera nuziale: Ludovico la usava per ricevere e custodire i documenti.
Le sale del Pisanello, in Corte Vecchia, conservano frammenti di un ciclo di affreschi cavallereschi sulle storie di re Artù, dipinto da Pisanello nel 1433 e nel 1437. Furono coperti per secoli, perfino da un fregio con i ritratti dei Gonzaga, e riscoperti tra il 1965 e il 1970.
Il Salone dell'Armeria, enorme (67 per 15 metri), ospitò nel 1459 la Dieta di Mantova. L'Appartamento degli Arazzi ha nove arazzi fiamminghi tessuti sui cartoni di Raffaello, gli stessi dei noti arazzi della Sistina. Nella Sala dello Zodiaco il soffitto affrescato da Lorenzo Costa il Giovane, con il carro di Diana, allude all'oroscopo del duca.
La Sala del Labirinto ha sul soffitto un labirinto scolpito con il motto «Forse che sì forse che no». La Galleria della Mostra è un salone lungo 64 metri con un imponente soffitto ligneo, e la Sala di Manto racconta con gli affreschi la nascita leggendaria della città.
Anche i cortili e i giardini valgono il giro: il Giardino pensile a 12 metri d'altezza, il Giardino dei Semplici con le piante medicinali e il Cortile della Cavallerizza, di Bertani, con basamento in bugnato e semicolonne tortili.
La storia è fatta di aggiunte. Dal 1308 fu residenza dei Bonacolsi e poi dei Gonzaga. Ogni duca volle un'ala per sé e per la sua arte, e dal 1556 il duca Guglielmo incaricò Giovan Battista Bertani di collegare i diversi edifici in un solo grande complesso.
Gli arredi, invece, si sono persi. Per le difficoltà finanziarie i Gonzaga vendettero opere d'arte, soprattutto a Carlo I d'Inghilterra, e il sacco del 1630 completò l'opera. Sotto l'Austria il palazzo ebbe usi militari, e dal 1887 si può visitare.
Il cosiddetto Appartamento dei Nani, creduto per secoli la casa dei nani di corte, è in realtà una Scala Santa in scala ridotta, voluta dal duca Ferdinando. Nel 1979 lo studioso Renato Berzaghi smascherò l'equivoco.
Da non perdere
• La Camera degli Sposi.
• Le sale del Pisanello.
• L'Appartamento degli Arazzi.
• La Sala del Labirinto.
• La Galleria della Mostra.
Lo sapevi?
• Il corpo imbalsamato di Passerino Bonacolsi, ucciso nel 1328, fu esposto a cavallo di un ippopotamo tassidermizzato: intorno al 1700 la mummia fu gettata nel lago.
• Mantegna dipinse la Camera in quasi dieci anni, con giornate di lavoro molto piccole.
• Nel Seicento Rubens dipinse per i Gonzaga la grande Trinità adorata dalla famiglia ducale: ne resta la tela centrale.