Descrizione
Il Palazzo del Podestà, detto anche del Broletto, è il palazzo medievale che separa piazza delle Erbe da piazza Broletto, nel centro di Mantova. Per secoli fu il cuore del governo cittadino, e dal 2024 ospita il Museo Virgilio, dedicato al poeta.
Il palazzo chiude uno dei lati corti di piazza delle Erbe, a cui volge il retro: la facciata principale guarda piazza Broletto.
Sulla facciata, in una nicchia, c'è la cosa da non perdere: la statua di Virgilio in cattedra, del Duecento. Il poeta porta il berretto da dottore e appoggia le braccia su un leggio con l'iscrizione "Virgilius Mantuanus poetarum clarissimus". I mantovani la chiamano in dialetto "la vècia", la vecchia.
Il palazzo mostra due anime ben riconoscibili: una medievale, più semplice e rude, e una quattrocentesca, di gusto toscano. A quest'ultima appartiene la merlatura cieca che corre in cima all'edificio, legata al gusto di Luca Fancelli.
All'angolo, le due trifore e la loggia sopra il voltone sono ciò che resta dell'Arengario, che lo collegava al palazzo degli ex Magazzini Generali. Dal lato di piazza delle Erbe il palazzo è unito al Palazzo della Ragione.
Lo fece costruire nel 1227 il bresciano Laudarengo Martinengo, allora podestà di Mantova. Insieme alla vicina Torre del Broletto, a cui è addossata Casa Tortelli, fu il centro amministrativo del Comune.
Gli incendi lo danneggiarono più volte nel corso dei secoli. Dal 1462 il marchese Ludovico Gonzaga lo fece ristrutturare a fondo dall'architetto Giovanni Antonio da Arezzo.
Negli ultimi tre secoli ha avuto gli usi più diversi, anche quello di carcere. Il 7 dicembre 2024 ha aperto il Museo Virgilio, che ha restituito al pubblico una parte del palazzo storico: un omaggio al poeta proprio accanto alla statua che i mantovani conoscono da secoli.
Il palazzo chiude uno dei lati corti di piazza delle Erbe, a cui volge il retro: la facciata principale guarda piazza Broletto.
Sulla facciata, in una nicchia, c'è la cosa da non perdere: la statua di Virgilio in cattedra, del Duecento. Il poeta porta il berretto da dottore e appoggia le braccia su un leggio con l'iscrizione "Virgilius Mantuanus poetarum clarissimus". I mantovani la chiamano in dialetto "la vècia", la vecchia.
Il palazzo mostra due anime ben riconoscibili: una medievale, più semplice e rude, e una quattrocentesca, di gusto toscano. A quest'ultima appartiene la merlatura cieca che corre in cima all'edificio, legata al gusto di Luca Fancelli.
All'angolo, le due trifore e la loggia sopra il voltone sono ciò che resta dell'Arengario, che lo collegava al palazzo degli ex Magazzini Generali. Dal lato di piazza delle Erbe il palazzo è unito al Palazzo della Ragione.
Lo fece costruire nel 1227 il bresciano Laudarengo Martinengo, allora podestà di Mantova. Insieme alla vicina Torre del Broletto, a cui è addossata Casa Tortelli, fu il centro amministrativo del Comune.
Gli incendi lo danneggiarono più volte nel corso dei secoli. Dal 1462 il marchese Ludovico Gonzaga lo fece ristrutturare a fondo dall'architetto Giovanni Antonio da Arezzo.
Negli ultimi tre secoli ha avuto gli usi più diversi, anche quello di carcere. Il 7 dicembre 2024 ha aperto il Museo Virgilio, che ha restituito al pubblico una parte del palazzo storico: un omaggio al poeta proprio accanto alla statua che i mantovani conoscono da secoli.