Descrizione
Palazzo Te è la villa dei piaceri che Federico II Gonzaga si fece costruire ai margini meridionali di Mantova, tra il 1524 e il 1534: il capolavoro di Giulio Romano, un palazzo basso e quadrato dove ogni sala è dipinta dal pavimento al soffitto.
Federico voleva un rifugio lontano dalla corte, dai doveri e dalla madre Isabella d'Este, dove ricevere gli ospiti e incontrare l'amante Isabella Boschetti. Oggi ospita il museo civico e grandi mostre d'arte e di architettura.
La sala più famosa è la Camera dei Giganti, dipinta fra il 1532 e il 1535. Giove fulmina i Giganti che tentano di scalare l'Olimpo, e le montagne crollano su di loro: l'affresco copre pareti e volta senza interruzioni e nasconde gli spigoli, così la stanza sembra sul punto di crollare.
Nella Sala dei Cavalli i destrieri preferiti dei Gonzaga sono ritratti a grandezza naturale, davanti a paesaggi che si aprono fra colonne dipinte. Di quattro conosciamo ancora i nomi: Morel Favorito, Glorioso, Battaglia e Dario.
La Camera di Amore e Psiche, la sala da pranzo del marchese, è la più sontuosa: la favola di Apuleio corre su volta e lunette, fra banchetti degli dei, Marte e Venere al bagno, Bacco e Arianna. Era un omaggio all'amore di Federico per Isabella.
Il Cortile d'Onore sembra classico, ma va guardato bene: qua e là un triglifo del fregio pare scivolato in basso, come se la pietra stesse per cadere. È uno scherzo voluto di Giulio Romano, che amava spiazzare chi guardava.
Oltre il cortile, la Loggia di Davide si affaccia sulle due peschiere e sul grande giardino chiuso da un'esedra. In un angolo c'è l'Appartamento del giardino segreto, con la sua Grotta un tempo tappezzata di conchiglie.
Il nome viene dall'isoletta su cui sorge, chiamata dal Medioevo Tejeto e poi Te, separata dalla città dai laghi. Prima della villa, i Gonzaga la usavano per allenare i loro preziosi cavalli.
Nell'aprile del 1530 Federico accolse nel cortile l'imperatore Carlo V, che quello stesso anno lo fece duca. I Giganti schiacciati da Giove, secondo la lettura più diffusa, celebrano proprio Carlo V, raffigurato con le sembianze del re degli dei.
Dopo i Gonzaga la villa diventò una caserma, e i soldati lasciarono il segno: sulle pareti della Camera dei Giganti si leggono ancora graffiti e firme incise dal Cinquecento in poi, comprese quelle dei lanzichenecchi del Seicento.
Da non perdere
• Camera dei Giganti.
• Sala dei Cavalli.
• Camera di Amore e Psiche.
• Cortile d'Onore.
• Peschiere e giardino.
Lo sapevi?
• Il pavimento a ciottoli del vestibolo del giardino segreto nasconde bocchette di piombo che spruzzavano acqua sugli ospiti, per scherzo.
• Il palazzo è alto circa un quarto della sua larghezza, sul modello delle ville antiche.
Federico voleva un rifugio lontano dalla corte, dai doveri e dalla madre Isabella d'Este, dove ricevere gli ospiti e incontrare l'amante Isabella Boschetti. Oggi ospita il museo civico e grandi mostre d'arte e di architettura.
La sala più famosa è la Camera dei Giganti, dipinta fra il 1532 e il 1535. Giove fulmina i Giganti che tentano di scalare l'Olimpo, e le montagne crollano su di loro: l'affresco copre pareti e volta senza interruzioni e nasconde gli spigoli, così la stanza sembra sul punto di crollare.
Nella Sala dei Cavalli i destrieri preferiti dei Gonzaga sono ritratti a grandezza naturale, davanti a paesaggi che si aprono fra colonne dipinte. Di quattro conosciamo ancora i nomi: Morel Favorito, Glorioso, Battaglia e Dario.
La Camera di Amore e Psiche, la sala da pranzo del marchese, è la più sontuosa: la favola di Apuleio corre su volta e lunette, fra banchetti degli dei, Marte e Venere al bagno, Bacco e Arianna. Era un omaggio all'amore di Federico per Isabella.
Il Cortile d'Onore sembra classico, ma va guardato bene: qua e là un triglifo del fregio pare scivolato in basso, come se la pietra stesse per cadere. È uno scherzo voluto di Giulio Romano, che amava spiazzare chi guardava.
Oltre il cortile, la Loggia di Davide si affaccia sulle due peschiere e sul grande giardino chiuso da un'esedra. In un angolo c'è l'Appartamento del giardino segreto, con la sua Grotta un tempo tappezzata di conchiglie.
Il nome viene dall'isoletta su cui sorge, chiamata dal Medioevo Tejeto e poi Te, separata dalla città dai laghi. Prima della villa, i Gonzaga la usavano per allenare i loro preziosi cavalli.
Nell'aprile del 1530 Federico accolse nel cortile l'imperatore Carlo V, che quello stesso anno lo fece duca. I Giganti schiacciati da Giove, secondo la lettura più diffusa, celebrano proprio Carlo V, raffigurato con le sembianze del re degli dei.
Dopo i Gonzaga la villa diventò una caserma, e i soldati lasciarono il segno: sulle pareti della Camera dei Giganti si leggono ancora graffiti e firme incise dal Cinquecento in poi, comprese quelle dei lanzichenecchi del Seicento.
Da non perdere
• Camera dei Giganti.
• Sala dei Cavalli.
• Camera di Amore e Psiche.
• Cortile d'Onore.
• Peschiere e giardino.
Lo sapevi?
• Il pavimento a ciottoli del vestibolo del giardino segreto nasconde bocchette di piombo che spruzzavano acqua sugli ospiti, per scherzo.
• Il palazzo è alto circa un quarto della sua larghezza, sul modello delle ville antiche.