Teatro Scientifico del Bibiena

Teatro Scientifico del Bibiena

Via dell'Accademia 47. (Apri la mappa)

Descrizione

Il Teatro Scientifico del Bibiena è un piccolo teatro settecentesco nel centro di Mantova, dentro il palazzo dell'Accademia Virgiliana: una sala a forma di campana, fasciata da quattro ordini di palchetti di legno dipinti, dove nel 1770 suonò il giovane Mozart.

Lo costruì in soli due anni, tra il 1767 e il 1769, Antonio Galli Bibiena, figlio di una celebre famiglia di scenografi. Lo chiamarono "scientifico" perché doveva ospitare le adunanze dell'Accademia, ma fin dall'inizio vi si tennero anche concerti e recite. La musica non se n'è mai andata: il teatro ospita ancora rassegne, concerti e convegni.

Lo sguardo va subito ai palchetti, divisi da colonne, in una decorazione che dà a tutta la sala un senso di movimento. Il Bibiena non si limitò a progettarli: da pittore oltre che architetto, ne affrescò personalmente gli interni con figure monocrome.

Al posto del palcoscenico c'è una scena fissa: una galleria di serliane su due piani, cioè archi retti da coppie di colonne, con un loggiato alle spalle e un soffitto dipinto a finto traforo, incorniciato da una finta balaustra.

Nelle quattro nicchie stanno le statue a grandezza naturale di quattro mantovani illustri: Virgilio, Baldassarre Castiglione, autore del Cortegiano, il filosofo Pietro Pomponazzi e l'ingegnere e cartografo Gabriele Bertazzolo.

Fuori, la facciata neoclassica è di Giuseppe Piermarini, l'architetto che vinse il concorso per rifare il palazzo e che dà il nome alla sala al primo piano. Il nuovo prospetto non toccò l'interno, che conserva le sue forme barocche.

Il teatro fu inaugurato il 3 dicembre 1769. Appena un mese e mezzo dopo, il 16 gennaio 1770, ci suonò Wolfgang Amadeus Mozart, che non aveva ancora quattordici anni: il programma di quel concerto è conservato nell'archivio dell'Accademia.

Il padre Leopold ne restò incantato e scrisse alla moglie, a Salisburgo, di non aver mai visto in vita sua nulla di più bello di quel genere. Non era un teatro, spiegava, ma una sala con palchi, e il pubblico non smetteva di gridare "bravo".

Al posto del teatro c'era prima il palazzo di Ferrante I Gonzaga, generale imperiale durante il Sacco di Roma. Suo figlio Cesare vi fondò nel 1562 un'accademia, quella degli Invaghiti, che dopo vari nomi commissionò il nuovo teatro.

Da non perdere
• I palchetti dipinti dal Bibiena.
• La scena fissa a serliane.
• Le statue dei quattro mantovani illustri.

Lo sapevi?
• Prima di diventare Accademia dei Timidi, quella di Mantova si chiamò Accademia degli Invaghiti e poi degli Invitti.
• La sala ha soltanto 338 posti.