Descrizione
La Torre dell'Orologio è la torre rinascimentale di piazza delle Erbe, a Mantova, fra il Palazzo della Ragione e la Rotonda di San Lorenzo: la si riconosce dal grande quadrante astronomico del Quattrocento, che segna non solo le ore ma anche lo zodiaco e le fasi della luna.
L'orologio astronomico, alto una quindicina di metri, è circondato da una corona di ritratti e protetto in alto da una tettoia semicircolare. Il quadrante riporta le ore da I a XXIIII, e un semicerchio di ventiquattro spicchi, dodici bianchi e dodici neri, distingue le ore del giorno da quelle della notte.
Al centro siede la dea Latona, a braccia aperte: con una mano tocca il disco delle fasi lunari, con l'altra regge una falce di luna che indica il giorno del ciclo lunare. Un piccolo sole percorre i dodici segni dello zodiaco.
Sotto l'orologio c'è una statua della Madonna Immacolata dei primi del Seicento, con il balcone di marmo della stessa epoca. Dentro, il Museo del Tempo espone i meccanismi d'epoca, e dalla cima si vede tutta la città circondata dai laghi.
La torre fu costruita fra il 1472 e il 1473 da Luca Fancelli, l'architetto fiorentino al servizio dei Gonzaga, sulle basi di un edificio del Duecento. Alla fine del 1473 vi fu montato l'orologio, opera del matematico mantovano Bartolomeo Manfredi, che per questo fu chiamato Bartolomeo dell'Orologio.
Non era un semplice orologio. Combinando le sue indicazioni si calcolavano le ore dei pianeti e quindi gli oroscopi: prima di un affare delicato lo si consultava, per evitare i momenti dominati da Saturno e da Marte.
Funzionò perfettamente per quasi un secolo, fino al guasto del 1560, quando lo rimise in moto il matematico Francesco Filopono. Fermo dal Settecento, il meccanismo astronomico tornò a girare solo nel 1989, grazie al fabbro e orologiaio Alberto Gorla.
L'orologio astronomico, alto una quindicina di metri, è circondato da una corona di ritratti e protetto in alto da una tettoia semicircolare. Il quadrante riporta le ore da I a XXIIII, e un semicerchio di ventiquattro spicchi, dodici bianchi e dodici neri, distingue le ore del giorno da quelle della notte.
Al centro siede la dea Latona, a braccia aperte: con una mano tocca il disco delle fasi lunari, con l'altra regge una falce di luna che indica il giorno del ciclo lunare. Un piccolo sole percorre i dodici segni dello zodiaco.
Sotto l'orologio c'è una statua della Madonna Immacolata dei primi del Seicento, con il balcone di marmo della stessa epoca. Dentro, il Museo del Tempo espone i meccanismi d'epoca, e dalla cima si vede tutta la città circondata dai laghi.
La torre fu costruita fra il 1472 e il 1473 da Luca Fancelli, l'architetto fiorentino al servizio dei Gonzaga, sulle basi di un edificio del Duecento. Alla fine del 1473 vi fu montato l'orologio, opera del matematico mantovano Bartolomeo Manfredi, che per questo fu chiamato Bartolomeo dell'Orologio.
Non era un semplice orologio. Combinando le sue indicazioni si calcolavano le ore dei pianeti e quindi gli oroscopi: prima di un affare delicato lo si consultava, per evitare i momenti dominati da Saturno e da Marte.
Funzionò perfettamente per quasi un secolo, fino al guasto del 1560, quando lo rimise in moto il matematico Francesco Filopono. Fermo dal Settecento, il meccanismo astronomico tornò a girare solo nel 1989, grazie al fabbro e orologiaio Alberto Gorla.